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L’Ambasciatrice D’Alessandro partecipa all’VII edizione dei Dialoghi Italo-Francesi per l’Europa nel quarto anniversario del Trattato del Quirinale (26 novembre)

trattato quir 26.11.2025

Nel giorno del quarto anniversario del Trattato del Quirinale, siglato il 26 novembre 2021 per rafforzare la cooperazione strategica tra Italia e Francia, l’Università Luiss ha ospitato l’ottava edizione dei Dialoghi Italo-Francesi per l’Europa, promossi insieme a Sciences Po e in collaborazione con TEHA Group (The European House – Ambrosetti). L’evento, dal titolo “Dal dialogo al risultato: la forza della cooperazione italo-francese nel quadro europeo”, ha riunito esponenti di primo piano del mondo istituzionale, diplomatico, accademico e industriale dei due Paesi.

“Il Trattato del Quirinale ha dato struttura al rapporto tra due Paesi che rappresentano i pilastri dell’architettura europea. La collaborazione bilaterale non si è manifestata solo sul piano diplomatico, rivelandosi un fattore fondamentale per la crescita, l’innovazione e la competitività del nostro Continente. L’ottava edizione dei Dialoghi Italo-Francesi ha rappresentato un momento chiave per approfondire questi temi, discutere progetti condivisi e rafforzare il legame tra istituzioni, mondo accademico e imprese” ha dichiarato Paola Severino, Presidente della School of Law Luiss e membro del Comitato Italo-Francese che ha contribuito alla stesura del Trattato.

«È in Italia e in Francia, più ampiamente in Europa, che sono nate le Università, spazi di libertà regolati da tutele specifiche, dove si può studiare, pensare e innovare a beneficio delle nostre società. È questo che le rende istituzioni profondamente democratiche. La cooperazione universitaria franco-italiana è un pilastro per l’Europa e per i nostri due Paesi» ha dichiarato Luis Vassy, Direttore, Sciences Po.

“Anche quest’anno, i Dialoghi italo-francesi per l’Europa mantengono intatto il loro carattere decisamente meritorio all’interno delle relazioni tra Italia e Francia. L’azione italo-francese, come sancito anche dal Trattato, si colloca innanzitutto nel quadro europeo. A quattro anni dalla firma, constatiamo senza dubbio un forte impatto sui principali temi dell’agenda europea. Ma l’azione italo-francese è anche e innanzitutto un’azione ispirata a un approccio pragmatico e teso a raggiungere risultati concreti e operativi, come, da ultimo, il lancio della Coalizione Europea contro le Droghe o, su un altro fronte, l’impegno comune nel Comitato di Cooperazione Transfrontaliera, strumento ideato dal Trattato e che si è trasformato in una vera e propria efficace cabina di regia “multi-livello”, co-presieduta dai Ministri degli Esteri dei nostri due Paesi”, ha affermato Emanuela D’Alessandro, Ambasciatrice della Repubblica Italiana in Francia.

Al cuore di tutto quello che facciamo, Italia e Francia insieme in ambito bilaterale ed europeo, e ancora di più con questo fantastico strumento che è il Trattato del Quirinale, è il futuro dei nostri giovani” ha affermato Martin Briens, Ambasciatore di Francia in Italia. “In un mondo complesso, questo Trattato sta non solo mantenendo le sue promesse ma sta anche dando un’accelerazione sempre più concreta alla nostra cooperazione”, ha aggiunto. “Non mi è possibile ricordarne qui tutti i dati, ma mi preme citare tre esempi concreti. Tanti scambi avvengono nel campo della Sicurezza e della Difesa: nel 2025, 48 eventi hanno animato le relazioni bilaterali di difesa franco-italiana mentre si sono svolti 30 incontri bilaterali tra autorità militari; in ambito economico, l’Italia e la Francia contano 4.000 aziende che operano in entrambi i Paesi e generano quasi 400.000 posti di lavoro; infine, sul tema cultura e giovani : per il programma di residenze per i giovani artisti, il  “Nouveau Grand Tour”, lanciato dal Trattato, 25 artisti francesi e 50 artisti italiani saranno in residenza in Italia e in Francia per l’anno 2025/2026”  ha sottolineato l’Ambasciatore, per poi concludere : “Le premesse ci sono, quindi auguro a tutti noi un altro anno di Trattato del Quirinale che vada oltre le nostre aspettative” .

A conferma dell’importanza e della concretezza di questa cooperazione, i dati più recenti mostrano come Italia e Francia abbiano rafforzato i loro legami economici, culturali e accademici. Nel 2024 i due Paesi hanno generato insieme 4.800 miliardi di dollari, pari al 28,8% del PIL europeo, consolidando il loro ruolo di terzo polo economico mondiale. Sul fronte formativo, le oltre 350 doppie lauree attive testimoniano invece l’attenzione condivisa allo sviluppo delle competenze, confermando come la collaborazione bilaterale rappresenti una leva concreta di crescita, attrattività e influenza in Europa.

L’incontro, aperto dai saluti istituzionali del Rettore Luiss Paolo Boccardelli e degli Ambasciatori Martin Briens ed Emanuela D’Alessandro, ha approfondito tutti i principali ambiti di collaborazione tra Italia e Francia, spaziando da innovazione e sostenibilità energetica a infrastrutture e mobilità, passando per informazione, cultura e democrazia. L’indagine di IPSOS Italia: “Due Paesi allo specchio: Francia-Italia”, condotta con il supporto di Edison è stata presentata da Nando Pagnoncelli, Presidente Luiss School of Government e IPSOS, che ha restituito percezioni e priorità dei cittadini italiani e francesi su temi quali sicurezza, transizione energetica e disuguaglianze.

Il quadro che emerge è segnato da preoccupazioni economiche e dalla percezione di disuguaglianze in crescita, fattori che incidono sul sentiment. In questo contesto, i giudizi sulle relazioni reciproche, pur in lieve flessione, restano complessivamente più positivi che negativi. Si conferma tuttavia un’asimmetria: i francesi esprimono valutazioni più favorevoli verso l’Italia rispetto a quanto avvenga in senso inverso. Anche il tono emotivo diverge, con in Italia a prevalere l’indifferenza e in Francia la simpatia” ha dichiarato Nando Pagnoncelli, Presidente Luiss School of Government e IPSOS.

«La transizione energetica è una sfida che nessun paese può affrontare da solo e rappresenta un’opportunità di rafforzamento e costruzione di partnership industriali tra i paesi dell’Unione Europea, volte ad accrescere la competitività e l’autonomia del mercato europeo. In questo senso, la collaborazione tra Italia e Francia, due paesi fortemente impegnati nel percorso di transizione e unite dal Trattato del Quirinale, ci permette di accelerare su capitoli quali l’innovazione, con uno sguardo prospettico all’energia nucleare, la sicurezza e la sostenibilità, mettendo al centro lo sviluppo delle competenze e delle future generazioni», ha dichiarato Nicola Monti, Amministratore Delegato di Edison.

Marc Lazar, titolare della cattedra BNL-BNP Paribas “Relazioni franco-italiane per l’Europa” alla Luiss e Professore emerito di Sciences Po ha chiuso la giornata di lavori.

All’incontro hanno partecipato Paolo Boccardelli, Rettore della Luiss; Riccardo Guariglia, Segretario Generale MAECI, Martin Briens, Ambasciatore di Francia in Italia; Emanuela D’Alessandro, Ambasciatrice d’Italia in Francia; Nando Pagnoncelli, Presidente Luiss School of Government e IPSOS; Stefano Buono, CEO di newcleo; Marie Claire Daveu, Chief Sustainability e Institutional Affairs Officer, Kering; Fabrizia Lapecorella, Vice Segretario Generale OCSE; Nicola Monti, CEO di Edison; Marta Tramezzani, Dottoranda in Scienze Politiche a Sciences Po e rappresentante Associazione La Strada; Gioia Ghezzi, Presidente Gruppo ATM; José Gonzalo, Direttore Esecutivo BPI France; Giampiero Massolo, Direttore Geopolitical Risk Observatory Luiss e Presidente Mundys; Manuela Rocca, Direttrice Generale Aggiunta TELT; Claudia Ferrazzi, Fondatrice e Presidente Viarte; Paola Severino, Presidente School of Law Luiss; Luis Vassy, Direttore Sciences Po; Franco Bassanini, Presidente Fondazione Astrid; Marc Lazar, Professore emerito Sciences Po e titolare della cattedra BNL-BNP Paribas “Relazioni franco-italiane per l’Europa” alla Luiss.

I Dialoghi Italo-Francesi per l’Europa sono stati realizzati grazie al contributo di Kering, ATM, Edison, Mundys, newcleo, TELT, Bpifrance e SNCF.

Contatti per la stampa

Luiss – Press Office – mail: ufficiostampa@luiss.it – tel. 06 85225672

TEHA – Press Office – mail: communications@ambrosetti.eu – tel. +39 349 7510840

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Appendice | Indagine di IPSOS Italia, “Due Paesi allo specchio: Francia-Italia»

Il sondaggio “Due Paesi allo Specchio: Italia – Francia” (2025), realizzato da Ipsos Doxa per i Dialoghi Italo-Francesi per l’Europa, offre una fotografia dettagliata delle percezioni reciproche e delle priorità politiche di italiani e francesi in un momento di profonde trasformazioni geopolitiche ed economiche. L’indagine, condotta su 2.000 cittadini rappresentativi (1.000 per paese) sotto la supervisione scientifica del Professor Marc Lazar, esplora dimensioni multiple del rapporto bilaterale: dalle relazioni interpersonali alle priorità di policy, dalla sicurezza alla transizione energetica, dalla competitività industriale alla mobilità sostenibile.

2. RELAZIONI BILATERALI: UN’ASIMMETRIA STRUTTURALE

2.1 Percezioni generali e sentiment

I dati rivelano una marcata asimmetria percettiva nelle relazioni bilaterali. Il 74% dei francesi valuta positivamente i rapporti con l’Italia, contro solo il 51% degli italiani verso la Francia. Questa disparità si riflette anche nel sentiment prevalente: mentre il 61% dei francesi esprime simpatia verso gli italiani, in Italia domina l’indifferenza (50%), con la simpatia ferma al 30%. L’aumento dell’antipatia italiana (+4 punti al 20%) segnala un deterioramento preoccupante, mentre l’antipatia francese resta marginale (8%).

2.2 Dimensioni settoriali

Le relazioni tra cittadini rappresentano l’asset più solido (53% positivo in Italia, 79% in Francia), mentre quelle intergovernative sono le più problematiche (50% Italia, 55% Francia). Il settore economico mostra percezioni più equilibrate ma divergenti: l’Italia vede prevalentemente concorrenza (39%), la Francia collaborazione (33%). Significativa l’alta percentuale di “non so” (25% Italia, 34% Francia), indicante scarsa conoscenza delle dinamiche economiche bilaterali.

2.3 Il Trattato del Quirinale: un’opportunità invisibile

Il principale framework di cooperazione bilaterale soffre di un deficit comunicativo importante: il 61% degli italiani e l’80% dei francesi non ne ha mai sentito parlare, con trend in peggioramento rispetto al 2023. Nonostante il giudizio complessivamente positivo (55% Italia, 64% Francia), l’invisibilità pubblica ne mina l’efficacia potenziale.

3. PRIORITÀ NAZIONALI E VISIONI DELL’EUROPA

3.1 Investimenti pubblici: modelli di stato divergenti

Le priorità di investimento rivelano due concezioni diverse dello stato sociale. L’Italia concentra le richieste sulla sanità pubblica (62%), riflettendo le criticità strutturali del SSN. La Francia privilegia sicurezza e difesa (43%), seguita da sanità (39%) e gestione migratoria (27%). Queste divergenze complicano l’armonizzazione delle politiche europee e suggeriscono che i due paesi vivono “emergenze” percettive radicalmente diverse.

3.2 Il dilemma della sostenibilità

Elemento trasversale critico: la maggioranza assoluta in entrambi i paesi (58% Italia, 54% Francia) rifiuta compromessi economici per la sostenibilità ambientale. Solo un terzo accetterebbe limitazioni alla crescita, mentre l’aumento fiscale green non è accettato (11-12% di consenso). Questo “muro del realismo economico” rappresenta una sfida esistenziale per il Green Deal europeo.

3.3 Orientamento geopolitico

Preferenza per l’UE rispetto agli USA di Trump (66% Italia, 56% Francia), ma con approcci divergenti sulla gestione dei rapporti transatlantici. Sui dazi, l’Italia mostra orientamento più europeista (41% per delega UE), la Francia maggiore tentazione bilaterale (30% per negoziato diretto con Trump).

 4. SICUREZZA E DIFESA: CULTURE STRATEGICHE INCOMPATIBILI

4.1 Spesa militare e riarmo

Emerge una divergenza strutturale sulle questioni di difesa. Solo il 15% degli italiani è fortemente favorevole all’aumento delle spese militari UE (contro 33% Francia), con preferenza schiacciante per il welfare sulla difesa (74% vs 14%). La Francia mostra maggiore apertura al riarmo (59% favorevole vs 40% Italia) pur privilegiando anch’essa il welfare (54% vs 31%).

4.2 Ruolo nella difesa europea

L’Italia si auto-posiziona come “soft power” diplomatico: il 55% privilegia dialogo e diplomazia, solo il 4% sostiene l’aumento del contributo militare. La Francia presenta profilo più diversificato: equilibrio tra diplomazia (31%) e difesa dei confini (30%), con 12% per aumentare il contributo militare.

4.3 Percezioni di minaccia e strategie

Convergenza sulla percezione di minaccia esterna (72-73% preoccupati) ma divergenza sulle risposte. L’Italia teme particolarmente la crisi energetica (19% vs 9% Francia), la Francia il terrorismo (35% vs 26%). Per la sicurezza interna, l’Italia punta su approcci sociali (39% prevenzione + integrazione), la Francia su inasprimento penale (37%).

5. TRANSIZIONE ENERGETICA: CONSENSO FRAGILE E DIVERGENZE TECNOLOGICHE

5.1 Conoscenza e percezioni

Solo il 28-31% comprende approfonditamente il concetto di transizione energetica. L’ottimismo sui benefici economici è crollato dal 2021: chi vede opportunità di crescita scende dal 58% al 39% in Italia e dal 38% al 27% in Francia. Emerge preoccupazione per le disuguaglianze territoriali della transizione (25% Italia, 28% Francia).

5.2 Il nodo nucleare

Divergenza strutturale confermata: l’Italia resta divisa (42% favorevoli, 39% contrari, ma con i “molto favorevoli” in crescita del 6%, i ” contrari” in calo del 6% e gli indecisi in aumento del 5% rispetto al 2024), la Francia nettamente pro-nucleare (58% vs 21%). Tra i contrari, le scorie radioattive dominano le preoccupazioni (92-94%), seguite da rischi terroristici e di esplosione. La sfiducia nelle capacità istituzionali è molto più alta in Italia (72% vs 59%).

5.3 Mix energetico preferito

Italia punta su rinnovabili (82%) e comunità energetiche (76%), Francia su mix rinnovabili (74%) e nucleare (60%). Convergenza sul rifiuto del carbone, seppur non totale (21-24%) e sul calo del consenso per riduzione forzata dei consumi (- 10 punti dal 2023).

6. MOBILITÀ E TRANSIZIONE AUTOMOBILISTICA

6.1 Valutazione della mobilità

Giudizi mediocri in entrambi i Paesi: solo l’11% degli italiani e 19% dei francesi molto soddisfatti. Il deficit italiano è particolarmente grave.

6.2 Preferenze automobilistiche e barriere all’elettrico

L’ibrido emerge come tecnologia-ponte preferita (32% Italia, 31% Francia), mentre l’elettrico puro resta marginale (10-11%). I motori tradizionali mantengono appeal maggioritario (48% Italia, 53% Francia). Il costo elevato domina le barriere all’elettrificazione (59% Italia, 71% Francia), seguito da autonomia limitata e dubbi sulle batterie.

6.3 Stop 2035 ai motori termici

Posizioni nazionali divergenti: Italia tendenzialmente favorevole ma con riserve (55%), Francia maggioritariamente contraria (51%). Solo il 10% dei francesi pienamente d’accordo contro il 21% degli italiani, configurando potenziale opposizione politica alla misura UE.

7. DISUGUAGLIANZE: UNA CRISI PERCETTIVA IN ACCELERAZIONE

Le disuguaglianze economiche dominano le percezioni (52% Italia, 49% Francia) con trend in forte peggioramento. Il 62% degli italiani (+12 punti) e il 73% dei francesi (+15 punti) vedono aumento delle disuguaglianze negli ultimi 10 anni, configurando una domanda sociale urgente di politiche redistributive.

Il sondaggio 2025 evidenzia un rapporto bilaterale con elementi di forza e aree di miglioramento.

L’orientamento europeista condiviso (66% Italia, 56% Francia) e le relazioni generalmente positive tra cittadini (53% Italia, 79% Francia) forniscono una base stabile per la cooperazione. Le divergenze emerse nelle priorità nazionali – sanità vs sicurezza, rinnovabili vs nucleare, diplomazia vs difesa – riflettono differenti contesti e tradizioni nazionali che richiedono approcci flessibili e pragmatici.

Il Trattato del Quirinale offre un framework istituzionale per sviluppare iniziative congiunte, anche se la sua scarsa visibilità pubblica ne limita attualmente il potenziale.

Le sfide condivise identificate dai cittadini – sicurezza esterna, transizione energetica, disuguaglianze – possono costituire ambiti di convergenza operativa, pur nel rispetto delle specificità nazionali.

In un contesto internazionale in evoluzione, il rapporto franco-italiano si trova a un punto di svolta: può evolvere verso una partnership più strutturata che valorizzi le complementarietà, o rimanere caratterizzato da cooperazioni settoriali e occasionali. L’esito dipenderà dalla capacità di entrambi i paesi di bilanciare interessi nazionali e obiettivi comuni, traducendo le dichiarazioni di intenti in progetti concreti che i cittadini possano riconoscere e apprezzare.