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Le promesse dell'arte.

Data:

26/09/2012


Le promesse dell'arte.
L’Istituto Italiano di Cultura inaugura la direzione di Marina Valensise con un nuovo ciclo di iniziative a favore della creatività italiana contemporanea. Le promesse dell’arte è un programma che mira a far conoscere in Francia i giovani talenti italiani, nel campo dell’arte figurativa, dell’architettura, della musica, della fotografia, del cinema, della letteratura. Ogni mese l’Istituto ospiterà un artista residente nel complesso storico dell’Hôtel de Galliffet, mettendogli a disposizione spazi, contatti, relazioni, e impegnandosi a presentare ed esporre al pubblico l’opera d’arte o il progetto che l’artista avrà portato a termine durante il suo soggiorno parigino.
 
I primi protagonisti del nuovo ciclo dell’IIC saranno l’artista Tomaso De Luca e il critico e curatore Marcello Smarrelli. Nel corso di una conversazione tra i due, che si terrà il 28 settembre alle ore 15:00 all’Hôtel de Galliffet, verranno illustrate al pubblico e alla stampa le linee guida della poetica dell’artista e i principali aspetti della sua ricerca.
Sabato 20 ottobre alle ore 10:00 verrà inaugurata la mostra realizzata durante il periodo di residenza.
 
“Il lavoro di Tomaso De Luca – afferma Marcello Smarrelli – può essere descritto come un'esercitazione fisica delle forme e dei modi, delle posture e dei concetti. L’esercizio, simile a una preparazione ginnica, si ripete e si moltiplica, divenendo un metodo per esplorare lo spazio fisico e interiore, lo spazio del segno e dell'oggetto. Nel suo lavoro Tomaso De Luca inquina oggetti e forme, inietta l’elemento perturbante all’interno di strutture che vengono date per certe, contraddice o asseconda regole e simboli, lasciando spazio al dubbio. Pratiche classiche come il disegno e la scultura si trasformano in oggetti curiosi e nuovi, mantenendo il loro legame indissolubile con la storia dell'arte. Esiste nel lavoro dell'artista un'attitudine cannibale, una modalità di esperire il mondo che lo porta a imitare goffamente tutto e a nutrirsene voracemente: ecco nascere una posizione ironica, laterale, profondamente critica”.
 
Lavori come The Monument (2012) o 100 teste per un cacciatore (2010), sono interi “cataloghi” delle pratiche del disegno che erodono la solidità della scultura. In altre opere come Sad Disco Stone Men (2012), sono invece le ombre delle sculture a trasformarsi in grandi pitture moderniste, o ancora L'Incoronazione (40 fallimenti) (2011), dove la corona del vincitore è trasformata in un presagio di sconfitta. Il lavoro di Tomaso De Luca funziona come l'insieme degli esercizi di un ipotetico manuale con cui cancellare e riscrivere continuamente la grammatica delle cose, un manuale che trasforma le istanze intime e personali in monumenti e, contemporaneamente, sottrae la monumentalità dalla propria posizione visibile, nascondendola in un luogo privato, lontano da sguardi indiscreti.

Contatti:  Istituto Italiano di Cultura de Paris
      Thea Romanello – thea.romanello@esteri.it / Irene Marta – irene.marta@esteri.it
 
Ufficio Stampa
ChiNa Pressoffice - chinapressoffice@gmail.com
Chiara Ciucci Giuliani  +39 3929173661
Nicoletta Guglielmucci  +39 3332587544

Tomaso De Luca nasce a Verona nel 1988. Si diploma in Pittura ed Arti Visive presso NABA, Milano.
Nel 2010 partecipa al programma di residenza 6ARTISTA, al Pastificio Cerere di Roma, città nella quale attualmente vive e lavora. Nel 2012 inaugura la mostra personale The Monument, Monitor, Roma; nel 2011 Rise and Fall, a cura di Davide Tomaiuolo e Paola Gallio, 26CC, Roma, e nel 2010 The Sleepers/100 teste per un cacciatore, a cura di Marcello Smarrelli, MACRO, Roma.
Tra le mostre collettive: Nel 2012 Re-Generation, a cura di Ilaria Gianni e Maria Licata, MACRO, Roma; Sotto la Strada la Spiaggia, a cura di Benoit Antille, Michele Fiedler e Andrey Parshikov, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Les Monuments Invisibles, a cura di Costanza Paissan, La Galerie, Noisy-le-Sec. Nel 2011 vince la seconda edizione del Premio Lum, a cura di Stefano Chiodi, Caroline Corbetta e Giusy Carroppo, Bari; nello stesso anno Tutte le stelle cadute, a cura di Marcello Smarrelli e MariaRosa Sossai, Fondazione Pastificio Cerere, Roma. Nel 2010 partecipa a Né totalmente immemori né completamente nudi, e nel 2009 a Studio Visit, entrambe le mostre a cura di Andrea Bruciati, GC.AC., Monfalcone.
 
Marcello Smarrelli è storico dell’arte, critico e curatore. Si è dedicato in particolar modo allo studio dei rapporti tra estetica, pedagogia e formazione. È stato docente di Storia dell’Arte e Storia del Design presso l’Università degli Studi di Roma la Sapienza, Facoltà di Architettura.
Dal 2007 è direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli e dal 2011 della Fondazione Pastificio Cerere. Collabora regolarmente con le principali riviste di settore (Flash Art, Artribune).
Ha curato numerosi progetti d’arte pubblica e molte mostre in spazi pubblici e privati. È stato membro d’importanti giurie per l’assegnazione di premi per l’arte contemporanea nazionali e internazionali (Premio Furla, Premio per la giovane arte Italiana, Premio per l’arte contemporanea della Fondazione Prince Pierre de Monaco), curatore della V edizione del Premio Ariane de Rothschild e del progetto di residenze per giovani artisti 6ARTISTA. Negli anni ha intrattenuto un profondo legame professionale con la Francia, è stato consulende per l’arte contemproanea dell’Ambasciata di Francia a Roma, ha curato mostre presso l’Accademia di Francia a Roma, Villa Medici e il Centre Culturel Français di Milano, è stato membro della fondazione franco-italiana Nuovi Mecenati.


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